In contesti complessi, dove l’offerta è ampia e i touchpoint sono molteplici, i sistemi digitali non devono solo funzionare. Devono aiutare le persone a orientarsi.
È da questa esigenza che nasce il progetto sviluppato da Mindgear per Virgin Active: non introdurre qualcosa di nuovo, ma far evolvere un sistema già esistente, rendendolo più utile, più chiaro e più coerente con il modo in cui le persone vivono oggi i servizi.
L’infrastruttura era già solida, i contenuti c’erano, i corsi anche. Ma, come spesso accade in realtà strutturate, mancava un passaggio fondamentale: trasformare tutto questo in un’esperienza realmente fluida.
Quando l’informazione non basta più
Con la crescita dell’offerta e della base utenti, anche sistemi ben costruiti iniziano a mostrare un limite naturale: quello di fermarsi alla semplice informazione.
Un calendario, per quanto completo, resta uno strumento passivo. Mostra cosa c’è, ma non aiuta davvero a decidere. Il lavoro si è concentrato proprio qui: non sull’aggiunta di funzionalità, ma sulla logica di fondo.
Come trasformare un sistema che espone contenuti in uno che guida le persone?
Ripensare il ruolo del sistema
L’intervento di Mindgear si è mosso in questa direzione, ridefinendo il ruolo del sistema all’interno dell’esperienza.
Il calendario non è più un elenco statico, ma un supporto attivo alle decisioni.
Se una classe è completa, il sistema suggerisce alternative concrete, indicando corsi simili disponibili e, quando necessario, anche altri club nelle vicinanze.
Se un’attività è appena terminata, non si chiude semplicemente l’interazione: vengono proposte attività complementari, pensate per completare l’allenamento, come sessioni di defaticamento o corsi coerenti con il percorso appena svolto.
Nei momenti in cui non sono presenti attività disponibili in club, l’esperienza non si interrompe: il sistema indirizza l’utente verso contenuti di allenamento on-demand disponibili sulla piattaforma Revolution, sviluppata da Mindgear.
In questo modo, il sistema non si limita a mostrare opzioni, ma costruisce continuità.
Un’esperienza che segue il momento
Uno degli aspetti più rilevanti del progetto è il modo in cui il sistema si adatta al momento dell’utente.
Prima di un’attività, aiuta a orientarsi in modo immediato: segnala i corsi che stanno per iniziare, mostra la disponibilità dei posti e permette di capire rapidamente cosa è accessibile in quel preciso momento.
Quando l’attività è imminente, il sistema diventa più operativo: evidenzia le sessioni in partenza e rende più semplice scegliere tra le opzioni disponibili.
Dopo l’attività, il sistema non si limita a chiudere l’esperienza, ma accompagna l’utente suggerendo come proseguire: contenuti complementari, attività coerenti o percorsi alternativi.
Questa logica trasforma l’esperienza: non è più una sequenza di azioni isolate, ma un flusso continuo.
Dietro le quinte: meno operatività, più sistema
Un altro passaggio chiave ha riguardato la gestione.
Il sistema è stato progettato da Mindgear per funzionare in modo autonomo, integrandosi con le piattaforme esistenti di Virgin Active e aggiornandosi in tempo reale.
Non è più necessaria una gestione manuale dei calendari o dei contenuti operativi: il sistema legge i dati, li interpreta e costruisce automaticamente ciò che serve mostrare.
Questo consente di semplificare la gestione e, soprattutto, di rendere il sistema scalabile.
Accessibilità come parte dell’esperienza
Un elemento spesso trattato come tecnico, ma che oggi ha anche un forte impatto normativo, è l’accessibilità.
A livello europeo, con la European Accessibility Act (Direttiva UE 2019/882), le aziende sono chiamate a garantire che i propri touchpoint digitali siano accessibili anche a persone con disabilità o limitazioni funzionali.
In questo progetto, l’accessibilità è stata integrata direttamente nell’esperienza:
le interfacce sono state progettate per garantire maggiore leggibilità, anche in presenza di difficoltà visive, attraverso una scelta attenta di colori, contrasti ed elementi grafici.
Inoltre, grazie all’utilizzo di QR code presenti sugli schermi del club, l’utente può trasferire i contenuti sul proprio dispositivo personale, rendendoli più facilmente consultabili secondo le proprie esigenze.
Non si tratta solo di conformità. Si tratta di rendere l’esperienza realmente accessibile.
Cosa cambia davvero
Il risultato è un sistema che lavora in modo diverso: le informazioni sono più chiare, ma soprattutto più utili e le persone trovano più facilmente alternative e possibilità.
I contenuti esistenti vengono valorizzati meglio, perché inseriti in un flusso coerente e soprattutto, l’esperienza smette di essere frammentata.
Molte aziende investono per costruire piattaforme, servizi, strumenti.
Ma il vero salto avviene quando questi elementi iniziano a dialogare tra loro e a guidare davvero chi li utilizza. Non si tratta solo di aggiungere funzionalità ma di progettare il comportamento del sistema.
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